Settembre 2006

ALLA SCOPERTA DELLA GEOLOGIA DELL’ALTO LARIO

CAI DONGO - ESCURSIONISMO - 22 OTTOBRE 2006

DIFFICOLTA’ : T

DURATA: 4-5 ORE

PARTENZA: 8:30

Descrizione itinerario: Lasciata l’auto nei pressi della sede del Cai ci si incammina in direzione del Puncet, da cui, aggirando all’esterno la galleria, si raggiunge l’entrata del Giardino del Merlo.
In questo settore è possibile osservare la presenza di marmi ad assetto verticalizzato, che poco più in alto nel passato sono stati cavati.
All’interno del Giardino del Merlo si comincia a salire con comodi sentieri, in cui si possono ancora ritrovare i manufatti antropici che abbellivano il vecchio giardino, quali muretti di contenimento a secco e angoli per il riposo con apposite panche.
All’inizio il percorso si svolge nella parte del giardino dove la vegetazione rispecchiava maggiormente quella tipica delle nostre zone; proseguendo lungo il sentiero si incontra una galleria scavata nella roccia calcarea che da accesso a quella che era la parte “esotica” del giardino.
All’interno della galleria si trova l’unica sorgente presente nell’area del giardino, costituita da una venuta d’acqua che viene raccolta in un piccolo incavo della roccia, da cui si staccano piccole stalactiti.
All’uscita dalla galleria il percorso si fa più aereo e panoramico, fino a raggiungere una piccola cava in prossimità di un vecchio ponte ad arco in sasso.
Questa piccola cava rappresenta l’ultimo tentativo di estrazione del marmo del Sasso di Musso, è ancora presente un blocco squadrato pronto per essere avviato alla lavorazione.

Proseguendo sul percorso in direzione di S. Eufemia potremo compiere una deviazione verso valle per ammirare il panorama del lago dalle finestre della caratteristica casa ipogea.

Da qui tornati sul sentiero si raggiunge S. Eufemia percorrendo l’ultimo tratto della mulattiera proveniente da Musso; la chiesetta è posta su di un dosso panoramico dal quale potremo osservare i principali caratteri morfologici dell’alto Lario e della bassa Valtellina, in particolar modo le conoidi generate dai torrenti principali e le morfologie da frana che caratterizzano il versante settentrionale del Legnone e del Legnoncino.

Riprendendo il cammino con una breve ma ripida salita raggiungeremo quindi la vecchia cava di marmo, per poter osservare la particolare morfologia dovuta all’estrazione ed alcuni vecchi manufatti per la lavorazione ed il trasporto a valle dei blocchi; anche se ormai la visibilità è in parte annullata da un giovane bosco in fase di crescita all’interno della cava stessa.

Tornati sui nostri passi imboccheremo quindi la vecchia strada che conduce verso la frazione di Barbignano, dove in particolare si potrà osservare il passaggio dal litotipo carbonatico marmoreo tipico della parte alta del Sasso di Musso, a rocce metamorfiche di natura diversa, in particolare paragneiss con passaggio a morfologie più dolci dove mancano le pareti aggettanti tipiche delle rocce calcaree.

Giunti nei pressi della frazione di Barbignano torneremo a valle per raggiungere le auto; con le quali ci sposteremo verso nord per raggiungere l’abitato di Peglio dove, in corrispondenza della chiesa di Gorghiglio, imboccheremo la strada che conduce a Santa Croce.

(Una possibile variante, con un allungamento del percorso prima di tornare alle auto, consiste nell’imboccare il sentiero che da Barbignano conduce verso i monti di Tegano passando per S. Gottardo e S. Eurosia. Poco prima di Tegano, nei pressi della località Ferriera, si può andare alla ricerca dell’entrata, ormai quasi completamente chiusa di una delle miniere di ferro il cui sfruttamento ha dato inizio alla produzione nelle ferriere di Dongo).

Abbandonata l’auto nelle vicinanze di Santa Croce, percorreremo un sentiero che compie il periplo del Sasso Pelo, che è costituito da rocce carbonatiche di tipo calcareo il cui metamorfismo ha generato i marmi che abbiamo potuto osservare sul Sasso di Musso.

Durante il tragitto potremo anche osservare delle grosse fratture di trazione dovute a rilascio tensionale dell’ammasso roccioso oltre ad evidenze della presenza di linee di faglia collegate al Lineamento Insubrico, che costituisce la sutura tra il continente europeo ed africano il cui scontro ha dato luogo alla formazione delle Alpi.

Tale lineamento tettonico nelle alpi centrali presenta un andamento est-ovest e percorre per intero la bassa Valtellina a valle di Sondrio, per poi prolungarsi verso ovest all’interno della valle di S. Iorio che risulta, come potremo ben osservare, perfettamente allineata con la Valtellina stessa.

Teatro la Scala

Martedi 31 ottobre 2006

Ascanio in Alba - opera di Mozart

Con serate di preparazione:

  • Martedi 10 ottobre - Mozart e il suo tempo
  • Mercoledi 18 ottobre - Ascanio in Alba
  • Mercoledi 25 ottobre - Proiezione del film Mozart

Presso il salone della ‘Banca Popolare di Sondrio’ a Dongo

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Escursione ai Corni di Canzo

Descrizione percorso:

Partenza p.zza Matteri : ore 7.00
In auto fino a Cadenabbia, imbarco traghetto per Bellagio, di nuovo in auto dir. Lecco. A Onno prendere deviazione per  Valbrona.
Lasciata l’auto nel parcheggio antistante la Parrocchiale di Valbrona, si attraversa il paese fino al lavatoio della fraz. Candalino dove parte una mulattiera, a tratti asfaltata, fino a Piazza, località all’imbocco della Val Cerrina. Passando in mezzo a due baite, il sentiero attraversa un prato al bordo di un castagneto, per giungere poi nei pressi di un grosso masso erratico di serpentino detto “ Sass de la pecora” (800 m. Ore 1 circa). Lasciato sulla sinistra l’ex rif. Polalba si continua a salire tra boschi bellissimi di castani, faggi e larici, a tratti ripidi, fino a sbucare sulla carrareccia proveniente dall’alpe Oneda, poco a valle dei rifugi dell’alpe di Pianezzo(1225 m. ore 0,45 circa). Dall’alpe di Pianezzo si può raggiungere il rifugio S.E.V.(1239 m. ore 0.10 ca.) seguendo la carrareccia, oppure la località Costa Bella, da dove si inizia la traversata dei Corni da Ovest verso Est. Dalla località Costa Bella, punto panoramico sulla Valbrona, il m.te Cornizzolo e m.te Rai, salendo un piccolo ghiaione si arriva sulla cresta del Corno Occidentale, dove tra saliscendi di roccette, si guadagna la vetta a 1371 m.. Attraverso la Forcella dei Corni, ci si porta alla base del Corno Centrale costeggiandola fino ad un camino attraverso il quale si accede alla vetta. Si prosegue in quota fino alla Bocchetta di Luera, divisorio col Corno Orientale, discesa e risalita in vetta 1232 m.. Dalla cima attraverso passaggi a tratti attrezzati, si scende fino ad incrociare il sentiero che porta al rif. S.E.V.( ore 2 ca.). Rientro a Valbrona passando per il sentiero detto “ Costa dell’Avvocato” fino al “Sass de la pecora”, dove ci si ricongiunge col  sentiero che porta alla fraz. Candalino.

Tempo di salita al rif. S.E.V. : ore 2 ca.

Traversata dei Corni : ore 2 ca.

Discesa : ore 1,45 ca.

Segnavia: Bianco/Rosso

Partenza : Valbrona 480m.
Arrivo : Corni di Canzo 1371m

Dislivello : 891 m.

Difficoltà : E. fino al rif.S.E.V.

Difficoltà : E.E. per attraversata dei Corni

Per informazioni : 0344/80528 Danilo