Ottobre 2006
Monthly Archive
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Difficoltà: T
Durata: 4–5 ore
Partenza: 8:30
Descrizione itinerario:
Lasciata l’auto nei pressi della sede del Cai ci si incammina in direzione del Puncet, da cui, aggirando all’esterno la galleria, si raggiunge l’entrata del Giardino del Merlo.
In questo settore è possibile osservare la presenza di marmi ad assetto verticalizzato, che poco più in alto nel passato sono stati cavati
All’interno del Giardino del Merlo si comincia a salire con comodi sentieri, in cui si possono ancora ritrovare i manufatti antropici che abbellivano il vecchio giardino, quali muretti di contenimento a secco e angoli per il riposo con apposite panche.
All’inizio il percorso si svolge nella parte del giardino dove la vegetazione rispecchiava maggiormente quella tipica delle nostre zone; proseguendo lungo il sentiero si incontra una galleria scavata nella roccia calcarea che da accesso a quella che era la parte “esotica” del giardino.
All’interno della galleria si trova l’unica sorgente presente nell’area del giardino, costituita da una venuta d’acqua che viene raccolta in un piccolo incavo della roccia, da cui si staccano piccole stalactiti.
All’uscita dalla galleria il percorso si fa più aereo e panoramico, fino a raggiungere una piccola cava in prossimità di un vecchio ponte ad arco in sasso.
Questa piccola cava rappresenta l’ultimo tentativo di estrazione del marmo del Sasso di Musso, è ancora presente un blocco squadrato pronto per essere avviato alla lavorazione.
Proseguendo sul percorso in direzione di S. Eufemia potremo compiere una deviazione verso valle per ammirare il panorama del lago dalle finestre della caratteristica casa ipogea.
Da qui tornati sul sentiero si raggiunge S. Eufemia percorrendo l’ultimo tratto della mulattiera proveniente da Musso; la chiesetta è posta su di un dosso panoramico dal quale potremo osservare i principali caratteri morfologici dell’alto Lario e della bassa Valtellina, in particolar modo le conoidi generate dai torrenti principali e le morfologie da frana che caratterizzano il versante settentrionale del Legnone e del Legnoncino.
Riprendendo il cammino con una breve ma ripida salita raggiungeremo quindi la vecchia cava di marmo, per poter osservare la particolare morfologia dovuta all’estrazione ed alcuni vecchi manufatti per la lavorazione ed il trasporto a valle dei blocchi; anche se ormai la visibilità è in parte annullata da un giovane bosco in fase di crescita all’interno della cava stessa.
Tornati sui nostri passi imboccheremo quindi la vecchia strada che conduce verso la frazione di Barbignano, dove in particolare si potrà osservare il passaggio dal litotipo carbonatico marmoreo tipico della parte alta del Sasso di Musso, a rocce metamorfiche di natura diversa, in particolare paragneiss con passaggio a morfologie più dolci dove mancano le pareti aggettanti tipiche delle rocce calcaree.
Giunti nei pressi della frazione di Barbignano torneremo a valle per raggiungere le auto; con le quali ci sposteremo verso nord per raggiungere l’abitato di Peglio dove, in corrispondenza della chiesa di Gorghiglio, imboccheremo la strada che conduce a Santa Croce.
(Una possibile variante, con un allungamento del percorso prima di tornare alle auto, consiste nell’imboccare il sentiero che da Barbignano conduce verso i monti di Tegano passando per S. Gottardo e S. Eurosia. Poco prima di Tegano, nei pressi della località Ferriera, si può andare alla ricerca dell’entrata, ormai quasi completamente chiusa di una delle miniere di ferro il cui sfruttamento ha dato inizio alla produzione nelle ferriere di Dongo).
Abbandonata l’auto nelle vicinanze di Santa Croce, percorreremo un sentiero che compie il periplo del Sasso Pelo, che è costituito da rocce carbonatiche di tipo calcareo il cui metamorfismo ha generato i marmi che abbiamo potuto osservare sul Sasso di Musso.
Durante il tragitto potremo anche osservare delle grosse fratture di trazione dovute a rilascio tensionale dell’ammasso roccioso oltre ad evidenze della presenza di linee di faglia collegate al Lineamento Insubrico, che costituisce la sutura tra il continente europeo ed africano il cui scontro ha dato luogo alla formazione delle Alpi.
Tale lineamento tettonico nelle alpi centrali presenta un andamento est-ovest e percorre per intero la bassa Valtellina a valle di Sondrio, per poi prolungarsi verso ovest all’interno della valle di S. Iorio che risulta, come potremo ben osservare, perfettamente allineata con la Valtellina stessa.
Partenza : Dongo ore 7.30 -Piazza Matteri / San Siro 7,40 Chiesa / Bene Lario 8,00 posteggio in centro paese.
Uscita accompagnati dagli amici di Bene Lario che mettono a disposizione il ristrutturato Alpe/rifugio m. 1340 e salita al Monte Crocione e Galbiga m. 1700 per una panoramica a 360° sulle cime che circondano il nostro lago.
Difficoltà E Durata 3….+3
Dislivello m. 1300 (al rifugio m. 1000) - possibilità con fuori strada di avvicinarsi al rifugio
Raggiunto con le auto Bene Lario, si prosegue subito oltre il paese sulla destra per sentiero e strada sterrata e si sale a tornanti per ampi e maestosi boschi di faggi.
La vista, possibile solo attraverso questa natura maestosa e selvaggia, spazia sull’A. Lago, la Grona e la sottostante Val Menaggio solcata dal Senagra.
Il percorso a tratti con pendenza rimarcata permette la vista ininterrotta di magnifici esemplari di piante in sequenza che ci permette di assaporare quanto la natura sia ricca e varia nelle sue manifestazioni.
L’Alpe storica costruzione riconvertita in rifugio e luogo di vita giunge come improvvisamente dopo una giusta fatica.
Qui la natura volge in modo diverso, l’antico pascolo quasi inutilizzato lascia l’avanzare nuovo di felci, betulle e altri cespugli, la vista può assaporare in pieno quanto prima in parte nascosto.
Per gli intenzionati, con breve tratto in ripida salita si raggiungere la dorsale e le vette del Crocione/Monte di Tremezzo n.1700, il Galbiga m.1688 e si ridiscende al rifugio per il pranzo a base di polenta e formaggio con gli amici e custodi dell’alpe rifugio.
Nel pomeriggio è prevista la castagnata e il ritorno dalla stessa strada di salita.
Aspetti logistici: La polenta proposta e organizzata con gli amici di Bene Lario prevede un contributo di 5 euro, per chi lo desidera sarà possibile prepararsi costine salsicce ecc, - dotarsi di vino e castagne - anche per il pomeriggio.
Coloro che hanno difficoltà per la salita è possibile con fuori strada e Jeep usufruire della strada.