ESCURSIONISMO - BASSA VAL CHIAVENNA

ESCURSIONE CAI DONGO

Domenica 18  febbraio 2007 
 

PARTENZA:               ore 9.30 Dongo /  ore 9.45 Sorico ARRIVO:                    ore 10.15  Novate M.la  parcheggio Val Codera

DISLIVELLO:            Percorso ad anello circa 400 m totale ore 2.30 tranquille /  Montagnola  579 m  /  Alpe Prato delle Vacche  m 1055 s.l.m.

DURATA A/R ore 3.30 ore

RIENTRO:                  ore 16.00 Novate -  ore 16,30 Dongo

N.B.  SI SEGNALA CARENZA D’ACQUA POTABILE LUNGO TUTTO IL PERCORSO

Sebbene il territorio interessato sia il medesimo, l’itinerario è variato : a seguito di recente sopralluogo il piccolo maggengo noto come Motto dei Corvi (si intende Corvi e non Cervi come erroneamente riportato nel programma C.A.I.) è risultato completamente infestato dai rovi e talmente desolato da essere impraticabile e improponibile. Suggerito a chi è in cerca di forti emozioni negative. Poco impegnativa e piacevole escursione molto panoramica sulla bassa Valchiavenna.

In caso di bella giornata è possibile da Montagnola proseguire fino all’Alpe Prato delle Vacche a quota m 1066 s.l.m. allungando il percorso di circa 3.30 ore (A/R).

Lasciate le automobili al parcheggio posto all’ingresso della Val Codera, si attacca con calma la nota mulattiera che si percorre per circa 40 minuti a passo lento; poco sopra la cappelletta “Sura i Sassei” all’altezza di un visibile cartello di “attenzione caduta sassi” ecco a sinistra il bivio della Montagnola, mentre il sentiero si restringe e richiede un po’ di attenzione, svolgendosi in costa sulla montagna dell’Avedée.

Dall’isolata cascina della Motta splendido panorama sulla bassa Valchiavenna, Pozzo di Riva, lago di Novate e Alto Lario, oltre che sulle montagne della Val Bodengo e valle della Forcola.

Notare anche la vegetazione : si tratta infatti di una brughiera di tipo submediterraneo simile a quella appenninica, favorita dal versante molto assolato, con suolo sottile e substrato roccioso frequentemente affiorante, di cui le specie più significative sono l’erica arborea ed il cisto, ma anche la ginestra dei carbonai, il biancospino ed il ligustro.

Si prosegue sempre in piano per circa mezzora, salendo poi per poter aggirare un vallone, ancora grande attenzione nella discesa piuttosto impervia attraversando una cava abbandonata di granito San Fedelino mentre nella conca sottostante si vede chiaramente il bel maggengo solivo della Montagnola, assolutamente invisibile da qualsiasi punto del fondovalle, raccolto e ben conservato.

Peccato che il caratteristico pozzo sia sotto chiave.

Si scende poi lungo la comoda mulattiera che in poco meno di mezzora conduce ad una cava di granito ancora coltivata; da qui si prosegue lungo la Foppa per ritornare in circa 20 minuti al parcheggio.

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